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Fuji – Recensione

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Quando si pensa al Monte Fuji, raramente si ricorda che, oltre ad essere uno dei simboli del Giappone, è un vulcano. Se lo ricorderanno bene coloro che vorranno intavolare questo gioco nato dalla mente di Walfgang Warsch, finemente illustrato da Weberson Santiago e distribuito da Cranio Creations! A pochi metri dalla sommità, i nostri personaggi si troveranno a dover gestire una rapida fuga da un’improvvisa eruzione vulcanica. Ce la faranno a raggiungere il villaggio tutti interi?

Fuji è un gioco cooperativo in cui da 2 a 4 giocatori dovranno scappare dalla colata lavica, e raggiungere il villaggio più vicino attraverso una serie di lanci di dadi.

Fuji, la nostra recensione

Lo amerà: chi adora i cooperativi leggeri ma mediamente difficili da battere.
Lo odierà: Chi non ama fare conteggi, chi non sopporta le interruzioni di ritmo di gioco.

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Anno: 2019
Età consigliata: 10+
Giocatori: 2 – 4
Durata: 30′ – 45′
Lingua: italiana

Genere: Lancio di dadi
Editore: Cranio Creations
Autore/i: Wolfgang Warsch
Illustrazioni e grafica: W. Santiago
Prezzo: €29,99

Ambientazione

Quattro esploratori scalano il monte Fuji, suggestivo vulcano che spesso fa da sfondo a meravigliose cartoline e foto del Giappone. Quando stanno per giungere alla sua sommità, qualcosa non va: la terra trema, l’aria si fa più calda, il vulcano decide di risvegliarsi proprio in quel momento dal suo sonno bisecolare. Gli esploratori dovranno quindi scappare verso il villaggio, prima che la lava li travolga. Fatica, infortuni e impossibilità di muoversi saranno i vostri incubi, abilità ed equipaggiamento la vostra salvezza, e la fortuna vostra amica / nemica. Se un solo componente della spedizione perde la vita, nessuno si salverà. Riuscirete a scappare dall’ira del vulcano Fuji?

Materiali e Unboxing

Com’è oramai consuetudine, abbiamo dedicato un articolo a parte per l’unboxing e i materiali, che potrete trovare a questo indirizzo. I materiali sono indubbiamente belli, ho apprezzato moltissimo l’ottimo lavoro svolto da Weberson Santiago, con le sue magnifiche illustrazioni delle carte che compongono lo schema di gioco. I dadi in legno sono una piccola chicca, molto apprezzati, ma temo che soffrano un po’ l’usura, soprattutto per quanto riguarda la vernice su di essi.

I dadi di Fuji, lo schermo e le fasi del gioco

I colori mi lasciano con qualche interrogativo: non mi convince la scelta cromatica fatta per identificare i giocatori. Ho notato che talvolta, nel mio gruppo di gioco, venivano confusi il blu con il viola, o con il nero, soprattutto con un’illuminazione leggermente scarsaa sec. Mi chiedo come il gioco venga percepito da chi ha problemi di discromatopsia (daltonismo), poiché i colori giocano un ruolo fondamentale in questo titolo.

Dettaglio del percorso di Fuji

Setup di gioco: dar vita al monte Fuji

Ogni giocatore ottiene una carta personaggio, una carta abilità e di conseguenza un quantitativo di carte equipaggiamento come indicato nella carta abilità. A seconda della carta personaggio scelta o pescata a caso, riceverete un cartoncino (che fungerà da barriera quando lancerete i dadi, e da recap per le regole base), la pedina, i due dischi in legno e il numero di dadi indicato dalla vostra carta abilità, il tutto corrispondente al colore della cornice della carta suddetta.

Scegliete una delle 7 carte scenario e, seguendo lo schema, posizionate la carta vulcano, le carte detriti, paesaggio, e villaggio, queste ultime due scelte in modo casuale. Posizionateci sopra i gettoni equipaggiamento e quelli eruzione come indicato nello schema, e infine le pedine a forma di omino, sulla carta indicata con l’icona bianca se siete in 2-3 giocatori, grigia se giocate in 4.

Setup di Fuji: come si presenta il percorso

Dopo aver scelto una carta livello di difficoltà, e averla posizionata accanto alla plancia resistenza con sopra gli indicatori resistenza, siete pronti a giocare.

Flusso di gioco: come si fugge dalla lava?

Il gioco si compone di 6 fasi, per un numero di round dipendente dal vostro modo di giocare. Il tiro dei dadi è la prima parte, non potrete far vedere il vostro tiro agli altri esploratori, e dovrete coprirlo con l’apposito cartoncino che fungerà da schermo.

Scegliere dove spostarsi

Una volta tirati i dadi dovrete decidere dove spostarvi ed eventualmente utilizzare le carte equipaggiamento. Potrete muovere quante volte vorrete il dischetto, ovvero il segnalino destinazione, prima di confermare la vostra posizione. Non potrete però dire agli altri giocatori quali numeri sono usciti, né parlare di numeri o colori, solo cercare di farglielo capire girandoci attorno. Non potrete nemmeno scegliere la stessa destinazione del giocatore alla vostra destra e di quello alla vostra sinistra.

Migliorare i lanci… o peggiorarli!

Una volta scelta la destinazione, sarà il momento del ritiro, nel quale non si potrà più parlare. In base ai requisiti che ha la carta sulla quale avete posizionato il dischetto, dovrete ritirare i dadi che per voi non rispecchiano quel requisito. Attenzione però, più lontano andrete, meno ritiri avrete: se volete muovervi di una o due caselle (composte dalle carte), avrete un solo ritiro, ma se desiderate spostarvi di tre caselle, non ci sarà un ritiro per voi. Potreste anche decidere di rimanere fermi, in quel caso potrete effettuare due ritiri.

Gettone Eruzione di Fuji

Nella fase seguente, la 4, potrete scegliere nuovamente se utilizzare il vostro equipaggiamento. Vale sempre la regola del non poter dire espressamente il risultato dei vostri dadi.

Fuggire o bloccarsi

Quindi è il momento di svelare a tutti il vostro lancio. Controllate sulla casella di destinazione i requisiti della carta, potrebbe essere la somma dei numeri pari dei dadi con le facce gialle e blu, o la somma dei valori di quelle rosa. Se il giocatore alla vostra destra e alla vostra sinistra non avranno un punteggio più alto del vostro, tenendo conto solo degli eventuali dadi dello stesso colore o tipologia dei vostri in loro possesso, potrete muovervi. Al contrario, se un altro giocatore ha un valore più elevato richiesto dalla tessera sulla quale vorrete spostarvi, vi ostacolerà e non potrete muovervi. Il giocatore successivo esegue la medesima operazione tenendo conto del requisito della sua destinazione, e vede se a sua volta è stato ostacolato.

Quando tutti i giocatori si sono mossi o sono rimasti bloccati, sulla plancia della resistenza si controlla quanta fatica ha fatto ciascun esploratore, in base allo scarto del suo punteggio rispetto a quello dei giocatori a lui adiacenti. Scamparla per un pelo equivale ad aver fatto più fatica, e la fatica porta inesorabilmente verso un infortunio o addirittura la morte se perderete tutta la resistenza. Morire per la fatica è quindi un secondo modo per perdere la partita.

Colata lavica

Infine Fuji erutta, si girano tutte le tessere che toccano la precedente tessera lava, in modo tale da farle diventare a loro volta lava. Come una colata lavica che da un rivolo si dirama a ogni ostacolo, così le tessere da girare diventeranno più numerose a ogni biforcazione del percorso.

Quando ti brucia il popò… in tutti i sensi

La lava che avanza è indubbiamente la parte clou del gioco e che da un senso di ansia e fretta, con un pizzico di adrenalina, pur non coinvolgendo una classica clessidra. Assieme all’incavolatura post lanci dei vostri compagni che inevitabilmente vi ostacoleranno prima o poi, creerà una combinazione letale di sensazioni che aumenterà il vostro stato di ansia e fretta. Ad allentare questa tensione, però, ci penserà il momento del controllo dei dadi che, a mio avviso, rallenta un po’ il ritmo del gioco.

La lava del monte Fuji che avanza

La cooperazione è assolutamente fondamentale: nessuno deve rimanere troppo indietro. Potreste arrivare a sacrificare il vostro avanzamento per non ostacolare l’esploratore rimasto più indietro, e sfruttare il vostro equipaggiamento per dargli un vantaggio. Poiché la stessa destinazione non può essere scelta da due o tre giocatori che siano vicini tra loro, sarà veramente difficile capitare su una carta con i medesimi requisiti della destinazione scelta da un altro giocatore. Ci potrebbero essere comunque degli ostacoli derivanti da un colore o un numero in comune tra due carte paesaggio. Eccezione fatta per la versione a 4 giocatori, dove i due esploratori posizionati in modo opposto sul tavolo (il giocatore 1 e 3, il 2 e il 4) potranno invece scegliere la stessa destinazione, senza dover confrontare i rispettivi dadi.

Ingegnoso anche il sistema di infortunio dei personaggi. All’avanzare del segnalino sulla plancia resistenza, incontreremo il disegno di un cerotto. A ogni cerotto corrisponde un infortunio a scelta tra una ferita a una gamba, che ci farà permanentemente perdere un dado da lanciare, la rottura di un braccio che ci impedirà di usare il nostro equipaggiamento, l’amnesia che ci farà dimenticare la nostra abilità, e infine la ferita agli occhi che ci farà perdere la possibilità di effettuare il ritiro dei dadi.

Sistema di infortuni di Fuji

Quanti esploratori per godersi meglio Fuji?

Fuji è molto godibile in 4 giocatori, carino in 3, interessante in 2. La modalità a 2 giocatori si divide infatti in due versioni: facile, con solo i 2 giocatori dove il fattore fortuna sarà più presente, o con 2 giocatori più il bot, detto anche dummy o automa, ovvero un terzo personaggio gestito dai due giocatori. Questa modalità può piacere o non piacere, dipende dalla vostra propensione nel manovrare il bot e portarlo in salvo con voi.

Se da un lato il gioco è ottimo in 4 giocatori, viene a meno la comunicazione con il giocatore opposto rispetto a voi, poiché l’interazione avviene solo con quelli adiacenti. In tre questo non succede, tutti devono guardare i dadi di tutti. Consiglio la partita in 4 perché avere un personaggio in più sulla mappa può risultare un po’ più interessante.

C’è qualcosa da migliorare

Purtroppo non è esente da difetti. Il regolamento non ci aiuta, anzi, in certi punti ci manda in confusione con alcune contraddizioni. Un esempio: nel manuale viene detto di rimuovere la pedina quando questa raggiunge il villaggio, mentre in realtà dovremo ancora tirare i dadi e muovere la pedina all’interno del villaggio, o rimanere fermi tirando comunque i dadi.

I cartoncini che fungono da schermo sono, secondo il mio parere, poco stabili: anche se piegati in modo corretto, tendono a cadere rivelando i dadi agli altri giocatori. Non è una nota negativa grave, ma durante le partite è capitato spesso che cadesse sopra i dadi, con conseguente crescente fastidio. Si potrebbe risolvere il problema con l’utilizzo di un piccolo supporto in plastica o cartone.

Come già descritto nel paragrafo dei materiali, anche la scelta dei colori forse non è propriamente azzeccata: tolto il verde, gli altri colori tendono a essere poco contrastanti.

Fuji, un occhio più ravvicinato alle pedine

Ultima piccola nota stonata, non si percepisce il fatto che il gioco sia ambientato in Giappone. Tolti alcuni riferimenti nel villaggio, se lo avessero chiamato “Etna”, sarebbe stato più o meno uguale. Quindi se cercavate un gioco con una forte ambientazione giapponese, potreste rimanere delusi.

Conclusioni su Fuji

Fuji dà un reale senso di fuga da un vulcano, tra corse verso il villaggio, cooperazione, perennemente in dubbio tra il salvare sé stessi o il cercare di non ostacolare gli altri. L’atmosfera creata dal gioco è un misto tra tensione, sensazione di fretta e un po’ di adrenalina, che trova pausa solo durante il controllo dei dadi.

Le 7 carte scenario che possono essere giocate in 4 difficoltà diverse, assicurano la rigiocabilità e permettono delle sfide sempre più avvincenti. Oltre a questo si potrà giocare una variante con una doppia eruzione, aumentando ulteriormente la difficoltà.

Fuji è un gioco che non ti aspetti, sembra semplice a una prima occhiata, si apprende in modo abbastanza veloce, ma una volta iniziato a muovere le pedine ci si rende subito conto delle sue sfaccettature e della sua profondità, e anche della sua difficoltà non tanto nel giocarlo, quanto nel batterlo. Non è scontato il successo della vostra fuga, anzi, questo titolo davvero originale ci offre una bella sfida.

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