Dog Gone: la recensione del commovente film Netflix tratto da una storia vera

Dog Gone è uno di quei film che sorprende, che avvii senza aspettative, come puro intrattenimento, ma che riesce a donare grandi insegnamenti.
Una storia per famiglie, ma anche per chi ama gli animali e conosce il rapporto indissolubile che si crea tra un amico peloso e il suo umano, quell’amore incondizionato che solo chi ha un animale nella propria vita riesce a comprendere.
Ma il film non racconta solo la storia di un cane e del suo padroncino, molte sono le tematiche affrontate dalla pellicola, tratta da una storia vera, più precisamente rappresenta l’adattamento del romanzo di Pauls Toutonghi, marito della sorella di Fielding, il protagonista.

Il proprio posto nel mondo

La storia di Dog Gone vede dunque un giovane, Fielding (John Berchtold), ad un bivio della sua vita; dopo essersi laureato si ritrova confuso su quale strada seguire, non sa bene cosa voler fare in futuro e quale sia il proprio posto nel mondo, mentre i suoi amici sono già entrati nel mondo del lavoro.
Situazione non distante da una realtà spesso presente, che moltissimi giovani si ritrovano ad affrontare.
A ciò si aggiungono le preoccupazioni dei genitori del protagonista, in particolare del padre (Rob Lowe), che spesso non riesce a nascondere un lieve imbarazzo nei confronti di un figlio che ha un’età in cui lui già lavorava e suo padre prima di lui faceva lo stesso, con un futuro già ben delineato.
L’unico che sembra accettare Fielding senza giudicarlo è il suo cane, Gonker, che il giovane porterà a casa dai genitori, dapprima restii all’adozione, ritenendo il figlio a malapena capace di prendersi cura di se stesso e quindi non in grado di farlo con un altro essere vivente.
Pensiero che sembra quasi realizzarsi quando, durante una passeggiata sugli Appalachi, Gonker si allontana per poi smarrirsi e non tornare più.

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Dog Gone -Gonker e Fielding

Un viaggio di ricerca e riscoperta

Inizia così una disperata ricerca, una vera corsa contro il tempo per trovare il cane entro 20 giorni, limite massimo per l’iniezione che lo aiuta contro il morbo di Addison di cui è affetto.
La paura di perdere il suo amico fa scattare in Fielding un istinto tale da fare di tutto per trovarlo, i genitori inaspettatamente supporteranno la ricerca del figlio, il padre accompagnandolo personalmente sul campo e la madre (Kimberly Williams-Paisley) attivandosi tramite giornali, chiamate e social network, di cui era prima totalmente inesperta.

I genitori del protagonista si accorgeranno che il figlio non è il nullafacente che pensavano, scoprendo un ragazzo determinato, forte, sensibile e incredibilmente leale, disposto a tutto pur di ritrovare il suo amico a quattro zampe.
La ricerca del cane, attraverso un estenuante viaggio lungo le strade della Virginia, rappresenta dunque l’espediente narrativo per dare avvio ad un confronto padre-figlio.
I due avranno infatti modo di conoscersi meglio e capire l’uno le ragioni dell’altro, dove il padre pur comportandosi in modo duro con il figlio è in realtà sinceramente preoccupato per lui e teme non riesca a trovare la propria strada, timoroso che debba dipendere dalla famiglia per troppo tempo; grazie a questo viaggio e ad un confronto con altri giovani che come Fielding stanno ancora scoprendo se stessi, capirà che ogni individuo ha il suo percorso, i suoi tempi e i suoi interessi e che l’autorealizzazione, le esperienze e la crescita personale e umana sono molto più importanti di una carriera lavorativa sicura e delineata.

Dog Gone

Uno spazio importante viene dedicato anche al personaggio della madre.
Nel suo passato è presente infatti un trauma mai superato riguardo un cane che aveva da bambina e che i genitori non accettavano.
La sparizione di Gonker farà quindi riemergere la sua sofferenza, ma anche la sua voglia di riscattarsi e far sì che che Fielding riveda il suo cucciolo e non provi ciò che ha provato lei, cercando di essere un genitore migliore dei suoi.

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La forza della condivisione

Ciò che emerge dalla storia è anche l’importanza della condivisione, dell’aiuto reciproco, dell’empatia e della gentilezza, grazie alle quali l’essere umano può raggiungere grandi risultati, che da solo riuscirebbe difficilmente a realizzare.
La notizia della sparizione di Gonker infatti si diffonderà in tutta la nazione, tramite social e mass media tradizionali e in moltissimi vorranno dare il proprio contributo per aiutare la famiglia.

Dog Gone segue una narrazione lineare e coinvolgente, alternando momenti di leggerezza a momenti drammatici e commoventi, che spingono alla riflessione.
Si entra in forte empatia con i personaggi, in particolare con Fielding e la madre, inoltre gli incredibili paesaggi rendono la visione ancor più piacevole.
Una storia capace di scaldare il cuore e adatta a tutte le età, la cui realizzazione, da come emerge nei titoli di coda, sembra aver coinvolto tutta la produzione.

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Dog Gone sorprende, commuove e tiene incollati allo schermo. Una bella storia per famiglie, un viaggio di ricerca e riscoperta, dove emerge l'amore e il legame tra l'uomo e l'animale e l'importanza della comunicazione ma anche della collaborazione e dell'empatia. Dog Gone: la recensione del commovente film Netflix tratto da una storia vera