Invito a un assassino: la recensione del nuovo giallo messicano su Netflix

Dal 6 ottobre, è disponibile su Netflix un nuovo film giallo prodotto in Messico. Invito a un assassino è stato diretto da José Manuel Cravioto, a partire da una sceneggiatura scritta da lui stesso insieme ad altri tre autori Anton Goenechea, Javier Duran Peréz e Carmen Posadas. Quest’ultima è proprio l’autrice dell’omonimo romanzo di successo che ha ispirato il lungometraggio. Noto al pubblico internazionale come Invitación a un Asesinato, il film presenta un’atmosfera tra il thriller e la commedia, all’interno della quale avviene un misterioso omicidio. Le caratteristiche classiche del giallo si manifestano man mano, dando origine a un caso da rivolvere. Le riprese si sono svolte quest’anno a Città del Messico e nelle zone limitrofe alla capitale. Il cast include Stephanie Cayo, Maribel Verdú, Perdo Damian, Manolo Cardona e Regina Blandon. Ecco la sinossi e il trailer di Invito a un assassino:

Un’appassionata di true crime è coinvolta nell’omicidio della ricca sorella e deve scovare il colpevole in una villa piena di prestigiosi sospettati.

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Di seguito, potete leggere la recensione senza spoiler del film.

Un omaggio al genere giallo

Fin dalle scene iniziali, appare evidente l’amore degli autori per il genere giallo. Nel corso della narrazione, troviamo diversi passaggi metafilmici, con molti riferimenti ai romanzi e ai film che hanno fatto la storia del genere. La storia prende il via quando Olivia (Maribel Verdù), un’eccentrica miliardaria, invita la sua sorellastra Agatha (Regina Blandon) e un gruppo di vecchi amici su una suggestiva isola, sorprendendoli con un invito misterioso. Quello che sembra un weekend da sogno su uno yacht presto si trasforma in un incubo: un efferato omicidio si consuma e gli inviati si calano in un clima di sospetti. Usando un espediente narrativo caro ad Agatha Christie, ad esempio in Assassinio sull’Orient Express, i personaggi sono costretti a condividere per alcuni giorni gli stessi spazi, essendo stati confinati dalla polizia nella villa di Olivia, per semplificare il corso delle indagini.

Ad indagare è proprio Agatha, che da vera appassionata di crime non si lascia scappare nessun indizio, talvolta in modo anche creativo. La sua apparenza un po’ svampita la fa assomigliare tanto alla protagonista interpretata da Assia Noris in Giallo di Mario Camerini, una vera pietra miliare del genere. Anche Henriette, infatti, è una divoratrice di romanzi gialli, che le forniscono inaspettatamente degli strumenti per indagare su ciò che la circonda. In ogni caso, Invito a un assassino riesce a costruire in modo credibile un intreccio complesso, tuttavia nonostante gli indizi siano effettivamente disseminati un po’ alla volta, non è immediato per lo spettatore seguire il filo delle indagini. Fino a quando ciò non sfocia nel rischio di confusione, sicuramente contribuisce a creare un senso di suspence e di mistero.

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Le suggestive location messicane

Ad aggiungere un ulteriore elemento di qualità al film, ci sono senza dubbio le location mozzafiato. Come già accennato, le riprese si sono svolte nei pressi di Città del Messico, in particolare su isola dalla natura esotica e dal mare cristallino. Al di là della bellezza dello scenario, è molto interessante notare l’interazione tra i luoghi e le azioni del film. All’inizio, i protagonisti pensano davvero di essere finiti in un paradiso tropicale, creando un’atmosfera almeno all’apparenza leggera. Con lo svilupparsi della trama, le suggestive location contrastano in modo molto efficace con gli snodi narrativi sempre più cupi. Dal punto di vista visivo, la scena dell’omicidio sullo yacht è costruita particolarmente bene. Nell’arco di poche inquadrature, sono inclusi i temi cardine del film: la ricchezza, le relazioni ambigue, il crimine…

Un delitto corale

Proprio come in Assassinio sull’Orient Express, è difficile distinguere un unico colpevole. La dimensione corale del delitto intreccia le storie dei singoli personaggi, creando una trama molto ricca forse un po’ sacrificata nell’ora e mezza di durata. Oltre alle dinamiche del crimine, è interessante veder emergere le conseguenze morali che ciò implica. La vendetta potrebbe rivelarsi uno dei moventi dell’assassinio, mentre Agatha scopre le profonde relazioni che legano il passato degli invitati. Forse alcuni cliché del giallo possono apparire ripetitivi e già visti, ma l’idea di ricondurre il crimine a una dimensione morale collettiva funzione sempre con successo. Ad un primo sguardo, i personaggi potrebbero quasi apparire come delle pedine di Cluedo – l’ex marito, la governante, il medico, l’insegnante di yoga – ma possono stupire con alcuni segreti.

La regia di José Manuel Cravioto risulta molto essenziale e funzionale alla narrazione di una trama complessa. L’attenzione del pubblico rimane sempre viva grazie alla crescente suspence, anche se alla lunga la scarsa originalità degli espedienti narrativi rischia di rendere il contenuto un po’ prevedibile. La recitazione del cast, complessivamente, appare molto sobria: l’aria distratta di Regina Blandón si addice molto al personaggio di Agatha, ma in alcuni passaggi non avrebbe guastato un po’ più di espressività.

Invito a un assassino è disponibile sul Netflix dal 5 ottobre.

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"Invito a un assassino" offre un vero omaggio al genere giallo, con tante citazioni ed elementi classici ricorrenti. La trama interagisce in modo interessante con una location suggestiva, che diventerà lo sfondo del delitto. Pur rischiando di cadere nel già visto, il film si concentra sulla dimensione corale del crimine, approfondendo anche le implicazione morali dei vari personaggi. Una visione assolutamente imperdibile per gli appassionati di giallo, che si ritroveranno proiettati in un'atmosfera familiare!Invito a un assassino: la recensione del nuovo giallo messicano su Netflix