La Caduta della Casa degli Usher – Recensione senza Spoiler!

Mike Flanagan ci riporta nelle sue case stregate, questa volta sopraffatti da soldi, lusso e morte. La sete di potere non è mai stata così pericolosa.

Abbiamo recensito in anteprima la Caduta della Casa degli Usher, la nuova oscura serie Netflix che con Mike Flanagan ci riporta nelle tragiche atmosfere delle sue precedenti opere come Hill House e The Haunting of Bly Manor. Drammi familiari e un soprannaturale che tinge i lati più nascosti della nostra mente.

Trama

La Caduta della Casa degli Usher, è tratta da uno dei cupi e terrificanti racconti di Edgar Allan Poe. Ispirata infatti da una delle sue opere: The Fall of the House of Usher, nota anche coi titoli “La rovina della Casa degli Usher” e “Il crollo della Casa Usher” , il quale apparve per la prima volta nel 1839 sul periodico The Graham’s Lady and Gentleman’s Magazine, successivamente nella raccolta Racconti del grottesco e dell’arabesco.

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In quest’opera, assistiamo alla pazzia di Roderick Usher (Bruce Greenwood), ultimo discendente della casata, e sua sorella Madeline Usher (Mary McDonnell) a capo del loro Impero Industriale della Fortunato Pharmaceuticals.

Ma il loro successo è dovuto a sacrifici e compromessi nel corso del tempo; infatti, quando i componenti della famiglia cominciano uno dopo l’altro a morire, il loro passato comincia a riemergere e un inquietante donna che si chiama Verna (Carla Gugino) sembra voler mettere in atto un raccapricciante piano di vendetta.

Auguste Dupin il cui nome viene da un altro personaggio di Poe, indagherà sulla terrificante faccenda, mentre Arthur Pym, il losco legale e “tuttofare” a servizio della famiglia Usher, lo interpreterà il precedente Luke Skywalker Mark Hamill.

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La nuova creatura Horror

In La Caduta della Casa degli Usher, Un inquietante presenza vendicativa si aggira perennemente nella serie, facendo crescere la suspense ad ogni episodio per scoprire di chi si tratta, adombrando quasi tutte le altre tematiche esterne al genere, presenti: la raccapricciante ossessione per il denaro, per il lusso e per il potere. Il capitalismo governa la mente e il futuro di ogni personaggio, a partire da Roderick Usher e Madeline Usher, rispettivamente CEO e COO della Fortunato Pharmaceuticals. Grazie al doppiogiochismo scatenato dalla sete di potere, si tradiscono le persone più care, la vera maledizione degli Usher, sempre se ce n’è una, è quella del denaro, in qualche modo. La seconda invece, i progressi della tecnologia e di come i potenti la utilizzeranno per i loro loschi scopi.

L’innovazione di leggendari racconti.

Ma tutto questo, pur non rendendo la serie “horror”, ci terrorizza umanamente, e queste tematiche secondarie ma fondamentali per la storia, sono trattate in modo raffinato da Mike Flanagan, che in ogni dialogo esalta il contenuto di ciò che la sceneggiatura vuole trasmettere, c’è da dire che in questo si è superato; recuperando lo smalto perso in Bly Manor, e tornando sulla giusta scia di Hill House (per la quale si era ispirato al romanzo L’incubo di Hill House di Shirley Jackson), creando una nuova storia sulle “case infestate”, rinnovando un genere che in realtà non si era mai perso. Questa volta ha deciso di deliziarci con una serie horror basato su uno dei racconti di Edgar Allan Poe. Infatti gli appassionati di quest’ultimo avranno certo fatto caso al nome di Arthur Gordon Pym. Nella serie avvocato tuttofare dei più sporchi affari della famiglia Usher.

The Fall of the House of Usher. (L to R) Carl Lumbly as C. Auguste Dupin, Bruce Greenwood as Roderick Usher in episode 101 of The Fall of the House of Usher. Cr. Eike Schroter/Netflix © 2023

I dialoghi e i temi non-horror

Come alcuni monologhi di Roderick e Madeline, narrano davvero ciò che c’è di marcio nella nostra società attuale – di cui Flanagan ha fatto un ritratto in questa serie – e i desideri più reconditi dell’umanità. Il primo, oltre all’oscurità e sporcizia che costituisce gli umani, spiega tramite l’esempio dei limoni, che questo è dovuto anche all’utilizzo scorretto dei social media e quanto il capitalismo ci stia avvelenando senza che noi ce rendiamo conto.

Ma che anzi, passando al monologo della sorella, tutti quanti vogliano ciò che questo dannato sistema offre; Madeline, la sorella improntata molto di più verso la tecnologia e robotica, e soprattutto verso il tema dell’immortalità, proprio per questo lei desidera che la tecnologia avanzi per poter realizzare i suoi sogni.

La Potenza della scrittura in La Caduta della Casa degli Usher

Camille L’Espanye, uno dei personaggi all’interno della serie.

Il potere straordinario di Flanagan è proprio questo: riesce a innalzare il valore della serie proprio attraverso la scrittura e sceneggiatura, fondamentali di certo per una serie e per qualsiasi altra opera di tipo cinematografico, ma lui fa dell’ “inchiostro” il suo vero arsenale, perché: traendo ispirazione da Poe come alcuni dei suoi racconti ( es. Il Gatto Nero e Lo Scarabeo d’oro, e ancora Il barile di Amontillado), riesce ad immaginare backstory e sviluppo dei personaggi, la loro psiche individuale e complessiva (che questo è uno dei casi in cui si più parlare di una psiche collettiva dei personaggi), al ruolo principale della storia, trainato in modo perfetto dai personaggi, unendolo all’attualità.

Sembra più difficile di quanto non sia, o forse è veramente così complesso, perché questi “orrori razionali” esistono per davvero nella nostra realtà, certo non costituiscono il genere horror, ma contribuiscono a un thriller che si insinua nella nostra mente e ci perseguita, costantemente, con o senza opere di questo tipo, nella vita di tutti i giorni in cui siamo costretti a vivere. Questo è il nostro vero horror.

Forse è proprio questa l’unica pecca della serie: il vero horror, i brividi e il gelo nel petto mentre siamo terrorizzati davanti allo schermo, a eccezione di qualche jumpscare ben riuscito nello stile Hill House, seppur meno elegante, ma sicuramente meno psichedelico e confusionario di Bly Manor, non è molto presente.

Invece i riflettori puntano molto di più sulla famiglia disfunzionale che annega nel suo stesso lusso, con vari traumi e assenze affettive che si colmano con i soldi, senza curarsi del recare danno ad altri nel processo.

Regia e Fotografia in La Caduta della Casa degli Usher

Tamerlane Usher, in una delle scene della serie.

Ma la regia e fotografia sono mozzafiato, era dai tempi di Hill House che “una casa stregata e dintorni” che non vedevamo più un talento del genere, in alcune scene sembra di leggere e non di guardare, le pagine scritte da Poe, traslate perfettamente su pellicola, e tutto ciò rende l’opera di Flanagan, la nuova creatura horror in TV che doveva essere presente, specialmente in quest’epoca.

Il Cast de La Caduta della Casa degli Usher

Nel cast troveremo nomi importanti come Henry Thoas, Rahul Kholi, T’nia Miller, Kate Siegel, Samantha Sloyan e ancora Zach Gilford, Katie Parker, Michael Trucco, Matt Biedel, Crystal Balint, Robert Longstreet, Igby Rigney e Annabeth Gish (Attori già presenti in Hill HouseBly Manor, e Midnight Mas).

La Caduta della Casa degli Usher sarà disponibile su Netflix dal 12 Ottobre 2023.

E voi cosa ne pensate di questa nuova serie Netflix? La guarderete? Fateci sapere tutto nei commenti e continuate a seguirci per rimanere costantemente aggiornati!

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Mike Flanagan è tornato sulla giusta direzione con questa nuova opera, emulando il lavoro eseguito con Hill House, che sembra non si possa replicare ma da cui è riuscito a riprendere molto in una maniera ottima, aggiungendo nuovamente famiglie disfunzionali e un soprannaturale altamente affascinante. celebrando e arricchendo l'opera di Poe. Un prezioso dono dell'autore, di cui faremo tesoro, e che speriamo di rivedere.La Caduta della Casa degli Usher - Recensione senza Spoiler!