Sekiro: Shadows Die Twice è uscito da pochi giochi ma ha dimostrato già il suo valore stando ai numeri fatti su twitch al lancio. Lo abbiamo giocato e siamo pronti a condividere con i lettori di Nerdpool.it ciò che più ci ha impressionato, in attesa della nostra recensione, che entrerà più nei dettagli del gioco di questa nuova opera di casa FromSoftware.

Quello che ci aspettiamo da Sekiro

Non mentiremo e non nasconderemo la verità. L’opera è sviluppata niente di meno da FromSoftware e per questo arriva con certe aspettative. Aspettative rivolte ad un gioco che non dovrebbe avere pietà di noi ma al contempo ci deve allietare della storia, dei dialoghi e dell’ambientazione.

Sekiro: Shadows Die Twice. FromSoftware

E’ con felicità che avvertiamo i nostri lettori che troveranno nell’opera un’ottima sfida. Nonostante Sekiro: Shadows Die Twice si presenta come un gioco più action dei soliti Souls, con meno meccaniche legate al lato del gioco di ruolo, non perde quelle milestone dimostrate dalla casa sviluppatrice.

La solitudine del singolo FromSoftware

Ricordando che Sekiro è privo di qualsiasi elemento multiplayer, non appena avvieremo la nostra partita, ci troveremo catapultati nel periodo Sengoku. Non sapremo praticamente nulla del personaggio, delle sue capacità e delle sue armi.
La parte iniziale del gioco istruisce il giocatore sui comandi basilari, presentando la meccanica dei punti deboli dei nemici, la meccanica del “barcollamento“, legata all’equilibrio del personaggio e della possibilità d’effettuare azioni Stealth.

Non credetevi al sicuro: nonostante i nemici saranno quelli più basilari del gioco, avranno la possibilità di eliminarvi con pochi colpi. Lato negativo della prima parte, è la limitazione data dal gioco al nostro potenziale gameplay e alla cura limitata. Si potrà avanzare imparando a schivare e a parare nei momenti giusti.
Ci pare che il sistema di schivata e parata sia più permissivo rispetto a quello di un Souls, dove bisognava prendere con cura le varie tempistiche.

Non esiste una sola via in Sekiro, che sia in orizzontale che in verticale

Dopo le prime fasi di gioco potremo finalmente trovarci in quella che sembrerebbe essere una ‘Safe Zone‘, con possibilità d’allenarci con un png nel combattimento e parlare con il conoscente e gentile donatore del nostro braccio meccanico.

Da questo punto il gioco inizia a presentarsi per quello che è.

Sekiro: Shadows Die Twice. FromSoftware

Non ci troveremo su dei binari ed ogni zona sarà esplorabile in diverse maniere, permettendo al giocatore di poter avanzare come meglio preferisce. E’ possibile caricare a testa bassa i nemici, evitarli avanzando lungo alte sporgenze oppure nascondersi tra ripidi pendii o alte fratte.

Nonostante le diverse vie percorribili, il giocatore si potrebbe comunque sentire instradato su di una superstrada, piuttosto che un binario. E’ vero che avremo la possibilità di poter decidere l’approccio, ma si sentirà sempre quella sensazione d’andare avanti e solo avanti, senza mai girarsi.

Gioco difficile o gameplay impossibile?

Perdendo il lato rpg tipico dei giochi di FromSoftware, Sekiro non permette uno scaling del personaggio. Avanzando durante le prime ore di gioco potremo ottenere nuove armi così da personalizzare il braccio e dei consumabili adatti per un’occasione in particolare, ma il gioco, essendo per l’appunto action, sarà nell’imparare le meccaniche basi del gioco.

Sekiro: Shadows Die Twice. FromSoftware

Nonostante l’inizio che potrà essere “arduo” date le risorse strette e la mancanza di equipaggiamento, più avanti il gameplay diventerà più permissivo. Potremo teletrasportarci vicino agli altari senza penalità, avremo la possibilità di morire e ritornare in vita senza malus durante il combattimenti, in certe circostanze.

Il gameplay quindi non è per nulla impossibile ed il gioco offre un’ottima sfida, durante tutto l’avanzamento della storia.

Per concludere

Perdetevi in questa ambientazione in Giappone. Lasciatevi catturare dalla fotografia del posto, dai movimenti solenni del Lupo e dal lato crudo della guerra che ferì profondamente il paese nipponico.
Destreggiatevi tra alte rupi, palazzi pericolanti oppure passate attraverso passaggi segreti posti alla base degli edifici, nascondendovi nell’alta boscaglia. Affrontate il vostro avversario di petto, oppure provate ad un approccio dall’alto o alle spalle.
Rompete le difese, mirate ai punti deboli, così fa uno shinobi. Salvate il vostro signore.

Siamo stati piacevolmente colpiti da questa nuova avventura. Le nostre prime impressioni, sull’opera, sono del tutto positive. Non perdetevi la nostra recensione che uscirà a breve, dove andremo a vedere nel dettaglio il gioco.

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