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Final Fantasy VII Remake: la nostra analisi del gameplay

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Analizziamo il gameplay del remake più atteso del momento, direttamente dalla Milan Games Week.

Da alcuni anni, la Milan Games Week fornisce l’occasione ai giocatori di metter le mani sulle demo che un tempo erano “esclusivamente” per la stampa. Quest’anno, una delle demo di spicco era sicuramente quella del desideratissimo Final Fantasy VII Remake.

Cosa abbiamo provato

La sezione giocabile presente alla fiera è quella della prima boss-fight contro il Guard Scorpion. Curiosamente, nella demo dell’originale Final Fantasy VII (datata 1996) si poteva giocare la medesima sezione, ma con il Guard Scorpion sostituito da uno Sweeper e due Grunts.

Non è stato possibile – purtroppo – navigare nel menù di gioco, ma in compenso nei venti minuti di gioco ci siamo fatti un’idea piuttosto chiara del gameplay. Fortunatamente quest’idea è davvero positiva.

Per esser precisi, la demo era la medesima resa disponibile durante l’E3 2019.

Un battle-system nuovo e convincente

La paura di molti era quella di un copia-incolla del battle-system di Final Fantasy XV. Non neghiamo la sua ispirazione, ma questo Final Fantasy VII Remake è decisamente meno caotico e, volendo, più tattico e ragionato. Le battaglie sono infatti affrontabili sia come action “puro” (lanciando abilità e magie mediante tasti rapidi settabili) sia rallentando il tempo (quasi fermandolo) per poter scegliere da un piccolo menù la magia o l’abilità da utilizzare.

Altra novità, che lo discosta dall’ultimo capitolo canonico, è la possibilità di controllare direttamente tutti i personaggi. Non è chiaro, tuttavia, se potremo personalizzare il comportamento dei compagni nel momento in cui non li controlliamo (un po’ come il sistema gambit di FFXII). Chiaramente, poter utilizzare gli altri compagni non è fine a sé, ad esempio ci sono nemici non raggiungibili dagli attacchi base di Cloud, ma al contrario Barret non avrà problemi grazie al suo mitragliatore. In una situazione simile, Cloud può chiaramente risolvere utilizzando la magia, ma qui apriamo un altro capitolo.

In Final Fantasy VII Remake utilizzare la magia consuma punti mana (ripristinabili grazie al classico etere). Tuttavia, anche se avessimo infiniti punti mana, non potremmo comunque “spammarle”, in quanto dobbiamo attendere il caricamento di una barra ATB, riempibile sia con il tempo che con gli attacchi base (eseguendo delle combo si riempirà ancora più velocemente).

L’utilizzo delle magie, a differenza di Final Fantasy XV, sarà fondamentale per proseguire nell’avventura. Oltre a danneggiare un nemico, infatti, riempirà una barra che giunta al culmine manderà il nemico in uno stato simile alla crisi di Final Fantasy XIII.

Final Fantasy VII Remake: Tiriamo le somme

Attualmente, ci sentiamo di promuovere il gameplay a pieni voti. Così come siamo rimasti molto soddisfatti del comparto tecnico. Modelli, animazioni, dettagli… è tutto veramente molto curato. Gli sviluppatori hanno inoltre mantenuto una palette cromatica molto simile a quella dell’originale, e questo aiuta a sentirci dentro lo stesso universo.

Vi ricordiamo infine che il primo capitolo di Final Fantasy VII Remake sarà ambientato solamente a Midgar. Chiaramente saranno presenti molti più contenuti rispetto all’originale, in quanto quella parte di gioco non era così lunga come adesso, dopo il lavoro di remake ed espansione.

Abbiamo percepito veramente molto entusiasmo da parte dei giocatori presenti all’evento della Milan Games Week. Incrociamo le dita ed attendiamo intrepidi il 3 Marzo 2020. Nel mentre, non allontanatevi troppo da NerdPool.it, per non perdere alcun aggiornamento.

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