Code 8: Parte II, la recensione del sequel con Stephen e Robbie Amell

A partire dal 28 febbraio, è disponibile su Netflix Code 8: Parte II. Si tratta del sequel del film fantascientifico del 2019 con protagonisti i cugini Stephen e Robbie Amell. La storia riprende da dove ci aveva lasciati, in una città distopica in cui chi ha poteri è controllato o oppresso. La saga cinematografica a preso vita in seguito a un cortometraggio omonimo, realizzato nel 2016 da i cugini Amell. Jeff Chan ha diretto entrambi i lungometraggi. Di seguito trovate la sinossi ed il trailer del film:

In una città in cui le persone dotate di poteri sono sottoposte a controlli e oppressione, un ex criminale deve rivolgersi a un signore della droga che disprezza per proteggere un adolescente da un poliziotto corrotto.

Di seguito, potete leggere la recensione senza spoiler di Code 8: Parte II.

L’azione e il ritmo in Code 8

Ciò in cui eccelle il film è, senza dubbio, l’azione. Nel corso della trama, vediamo svolgersi molte scene dinamiche, spesso arricchite da effetti speciali, mai abusati. Nonostante questo, la narrazione appare nel complesso abbastanza lenta ed è frequente il senso di déja vu. Code 8: Parte II non propone una storia particolarmente originale, né tantomeno la racconta in modo particolare. Jeff Chan dimostra ancora una volta di saper costruire un film coerente e ben strutturato, molto in linea con il filone fantascientifico distopico. Sebbene lo stile e la fotografia della saga di Code 8 siano abbastanza riconoscibili, entrambi i film mancano di un tratto che li renda unici.

Nel corso della storia, avvengo alcuni colpi di scena, ma sostanzialmente lo spettatore fatica a tenere alta l’attenzione per tutta la durata del film, di circa un’ora e 40 minuti. Alla lunga, i meccanismi narrativi diventano abbastanza prevedibili, così come gli sviluppi dei personaggi. I protagonisti, come Connor Reed (Robbie Amell) e Garrett Kilton (Stephen Amell), hanno un buon potenziale, ma la loro personalità avrebbe di certo potuto essere sviluppata maggiormente.

Stephen e Robbie Amell

Un elemento di grande attrattiva è costituito dalla presenza dei cugini Amell, nei panni dei personaggi protagonisti. Entrambi gli attori hanno raggiunto un’enorme fama negli anni ultimi anni, grazie alla loro partecipazione ad apprezzate serie TV. Per otto anni, fino al 2020, Stephen Amell ha ricoperto il ruolo da protagonista in Arrow di The CW, interpretando il giustiziere incappucciato Oliver Queen. Robbie Amell, invece, si è fatto conoscere dal grande pubblico con Upload di Prime Video, dal 2020. È interessante vedere recitare, ancora una volta, i due attori l’uno al fianco dell’altro. I loro personaggi si trovano spesso in conflitto, proprio le scene che li vedono confrontarsi accesamente lasciano emergere la loro sintonia e la loro capacità attoriale. In generale, i cugini Amell interpretano i loro personaggi in modo molto credibile.

Il lato oscuro dei superpoteri

Sia Stephen che Robbie Amell hanno un passato nel genere dei supereroi. Il primo, come già accennato, ha interpretato a lungo il ruolo di Green Arrow. Il secondo ha preso a sua volta parte dell’Arrowverse nella serie TV The Flash, con il personaggio di Ronnie Raymond/Firestorm. In questo senso, è interessante la rivisitazione dei superpoteri proposta da Code 8, sottolineata ancora nel sequel. Rispetto al mondo dei supereroi, il film propone una visione molto cupa dei superpoteri, che diventano motivo di pericolo e di stigma sociali per chi li possiede.

In generale, Code 8: Parte II è caratterizzato da una grande crudezza, una sorta di disincanto. Si tratta di una delle marche più riconoscibili del film, anche se sicuramente avrebbe potuto essere sfruttata maggiormente. Il rischio principale è quello di ripetere alcune situazioni e alcuni cliché del primo film. Al momento, non è confermata la produzione di un possibile terzo capitolo, ma sicuramente a partire da tale nucleo si potrebbe realizzare una nuova narrazione, forse più innovativa.

Code 8: Parte II è ora in streaming su Netflix.

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Le potenzialità di Code 8: Parte II sono ottime, si tratta di un film ricco d'azione e con una visione dei superpoteri interessante. Tuttavia, il rischio è di ripetere alcuni errori del primo capitolo, creando una trama poco originale e prevedibile. Stephen e Robbie Amell interpretano i loro personaggi con grande sintonia e riportano sullo schermo due figure dalla complessa cupezza, anche se forse poco empatici. Il ritmo scostante non aiuta alla riuscita del film, che nel complesso però costruisce una storia coerente.

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