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Black Mirror 5: Recensione della serie distopica di Netflix

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Da ieri, su Netflix, è disponibile la serie tv distopica che tutti stavamo aspettando dopo l’uscita di Bandersnatch, “Black Mirror 5“.
La serie, prodotta da Charlie Brooker, in quest’ultima stagione propone 3 nuovi episodi: “Striking Vipers”, “Smithereens” e “Rachel, Jack and Ashley Too”

Black mirror 5 - poster degli episodi disponibili su netflix: striking vipers, smithereens, rachel, jack and ashley too

In questi tre nuovi episodi la serie Netflix ripropone le tematiche che l’hanno resa celebre ma, qualcosa è cambiato. Ha perso la cattiveria, il cinismo e la rabbia delle prime stagioni per uno sguardo più maturo e consapevole al mondo in cui viviamo.
I nuovi episodi non lasciano comunque lo spettatore indifferente, e invitano a riflettere su di noi e sull’attuale società in cui viviamo, ma in modo più consapevole e “vero” di quanto abbiano fatto le prime stagioni.

Ma passiamo ad analizzare gli episodi uno alla volta…

Episodio 1 – Striking Vipers

black mirror 5 - striking vipers

Due vecchi amici si rincontrano dopo molto tempo e, per ricordare i vecchi tempi, decidono di provare insieme un nuovo videogioco di realtà virtuale: “Striking Vipers” ma, le cose non andranno proprio come previsto.
In questo episodio si cela una riflessione su come le relazioni siano cambiate ai giorni nostri, ormai attraverso le nuove tecnologie possiamo essere chiunque vogliamo, ed incontrare qualcuno che nella realtà è molto diverso. L’episodio ci porta a conoscenza di come si siano evolute le tecnologie nel campo dei videogiochi e come questo, spesso, ci porti ad allontanarci totalmente dalla realtà.
Come in “San Jupinero”, Striking Vipers ci lascia una nota di dolcezza e malinconia e anche uno spunto di riflessione di come le relazioni si siano evolute di pari passo con la società attuale.

Episodio 2 – Smithereens

black mirror 5 - Smithereens

“Smithereens” è forse l’episodio che più mi ha colpita, in quanto strettamente legato alla nostra attuale quotidianità. Un tassista, presumibilmente molto nervoso, aspetta sotto una famosa multinazionale, la Smithereens appunto, per rapire, appena gliene capiti l’occasione, un manager dell’azienda.
Questo è senza dubbio l’episodio più teso di tutta la stagione, grazie anche all’immancabile ottima prestazione di Andrew Scott (Sherlock). Qui Black Mirror si distacca dalla visione di una tecnologia futura e punta sul presente, su qualcosa che nel bene o nel male già accade, a chi più o a chi meno, nella nostra vita di tutti i giorni.
Anche se forse è uno degli episodi più “normale” di tutte le stagioni, forse è anche quello che ci tocca,in assoluto, più da vicino facendoci riconsiderare il nostro presente e il nostro modo di vivere.

Episodio 3 – Rachel, Jack and Ashley Too

rachel, jack and ashley too

“Rachel, Jack and Ashley too” è sicuramente l’episodio più criticato di tutta la stagione. C’è chi dice che sembra una barzelletta, chi l’ha proprio odiato e chi forse non l’ha compreso in pieno.
L’episodio con protagonista Miley Cyrus racconta in parallelo la vita di una ragazza che ha perso la madre e si sente sola e smarrita, e quella di una celebre popstar diventata famosa fin da bambina. Ad unire le due protagoniste una bambola robot, con la voce e le fattezze della popstar.


In “Rachel, Jack and Ashley Too” ritroviamo ancora qualcosa del vecchio Black Mirror, una riflessione di come la tecnologia possa prendere il sopravvento sulla nostra vita e sull’arte in generale, ma anche sul culto delle celebrità e l’effimero culto dei giovani nei confronti di star e influencer e dell’influenza che possono avere.
Questo è certamente l’episodio più debole della stagione, propone spunti e tematiche di riflessione interessanti ma trattate con eccessiva superficialità e con una conclusione che non fornisce allo spettatore alcuna idea o emozione particolare.

Black Mirror 5 – Uno sguardo al presente

Il fatto che Black Mirror sia cambiato, si sia evoluto, non è necessariamente un male. Un cambio di prospettiva un ritorno al presente piuttosto che al passato, meno cinismo e meno rabbia, portano Black Mirror su un altro livello.
In questa quinta stagione troviamo la speranza, quella che nei primi episodi su Netflix, mancava totalmente, e che anche in questi non porta alla completa redenzione. E quindi uno spunto a riflettere che, per quanto la tecnologia avanzi e il mondo cambi con essa. Si ha una possibilità di sopravvivere al cambiamento e di non affogare completamente in quel mare nero.

Questi ultimi episodi non hanno voluto mostrarci un futuro diverso e divorato dalla tecnologia, volevano parlare a noi, allo spettatore e al suo presente. Per farci riflettere su quella che è la nostra società attuale piuttosto che farci guardare a quello che potrà essere il nostro mondo tra 10,20 o 30 anni.

Evolversi si, ma con più forza

Non è necessario che una serie resti ferma nel tempo a quelle che erano le caratteristiche iniziali, Black Mirror si evolve, come le tecnologie di cui parla.
Ma è anche vero che un cambiamento se non è supportato da idee vere e forti non funziona.
È chiaro che negli ultimi episodi Charlie Brooker e Netflix abbiano voluto mostrare una componente più umana rispetto al passato ma, è anche vero che gli episodi si sono dimostrati più deboli e di minor impatto rispetto alle prime stagioni. Di certo però, sarete d’accordo che non è possibile trovare un’altra serie che con altrettanta consapevolezza sappia raccontare la realtà della società moderna.

Vi ricordo che la quinta stagione di Black Mirror, e i suoi 3 episodi, sono disponibili su Netflix dal 5 Giugno.

E voi cosa ne pensate di Black Mirror 5?
Quale episodio vi è piaciuto di più tra: “Striking Vipers”“Smithereens” e “Rachel, Jack and Ashley Too”?
Fatecelo sapere nei commenti 🙂

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