Black Panther: Wakanda Forever è il finale perfetto della Fase 4

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È passata quasi una settimana da quando Black Panther: Wakanda Forever è arrivato nelle sale, dando vita all’ultimo film dell’arazzo in continua evoluzione del Marvel Cinematic Universe. Anche prima che il progetto venisse presentato, era innegabile il significato che lo circondava: non solo è il sequel di Black Panther, film che ha incassato miliardi di dollari nel 2018, ma affronta anche la morte reale della star del franchise Chadwick Boseman, deceduto dopo una battaglia privata contro il cancro nel 2020. Inoltre, Wakanda Forever rappresenta la conclusione ufficiale della Fase 4, ovvero dei film e degli show televisivi Disney+ del franchise che hanno debuttato negli ultimi due anni. (Lo speciale di Guardiani della Galassia di questo mese è già stato definito un “epilogo” della Fase).

La conversazione sulla Fase 4 è stata unica fin dall’inizio, probabilmente grazie al punto di forza incorporato di Avengers: Endgame del 2019, oltre a vari ritardi e cambiamenti di programma a causa della pandemia COVID-19. Tra le domande se la Fase 4 abbia o meno un senso, se stia soddisfacendo le aspettative dei fan e simili, ci sono stati innumerevoli punti luminosi negli ultimi due anni di narrazione, e onestamente, Black Panther: Wakanda Forever non potrebbe essere un culmine migliore. Sebbene Wakanda Forever non possa chiudere narrativamente la Fase 4 con un fiocco (per quello dobbiamo aspettare le prossime Fasi della narrazione), il film si dimostra una conclusione incredibilmente azzeccata dell’ultimo esperimento della Marvel.

SPOILER ALERT

Il vecchio e il nuovo


Anche in Endgame, quando gli eroi dell’ultimo decennio del MCU si sono riuniti in una battaglia per l’universo, è apparso chiaro che il franchise ha solo iniziato a scalfire la superficie del suo materiale di partenza. Il panorama dei fumetti Marvel Comics si è evoluto in modo significativo per quasi un secolo, raccontando storie di ogni tipo e introducendo personaggi con un mito davvero bizzarro. Con la Fase 4, i Marvel Studios hanno iniziato a recuperare questa mentalità, intrecciando personaggi e concetti che i fan non avrebbero mai potuto immaginare in live-action e reimmaginandoli per l’era moderna. Per Wakanda Forever, l’aspetto più importante è l’introduzione di Namor (Tenoch Huerta), uno dei primi supereroi mai introdotti nel mito Marvel, ma un personaggio che in alcuni circoli di geekdom era ancora ridotto a una banalità semi-oscura.

Mentre le storie di Namor sono state raccontate in qualche modo fin dagli anni Trenta, Wakanda Forever ha trovato un modo brillante per introdurlo alle masse, ricontestualizzando la sua storia d’origine e il suo regno sottomarino all’interno della cultura mesoamericana, pur mantenendo una certa reverenza per alcune parti della sua fonte fumettistica più ambigua. Questo, unito all’affascinante interpretazione di Huerta, ha reso immediatamente Namor un personaggio di spicco del film, continuando una tendenza alla reinvenzione intelligente che si può riscontrare in tutta la Fase 4. Da Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, che fa efficacemente i conti con la storia incasinata di Wenwu / Il Mandarino (Tony Leung), a esempi più piccoli come She-Hulk e Ms. Marvel che cambiano componenti delle storie d’origine dei loro eroi, la Fase non ha avuto paura di sperimentare in modo costruttivo con il canone dei fumetti, e l’adattamento di Namor da parte di Wakanda Forever potrebbe essere l’esempio più innovativo finora.

L’eredità


Un’altra componente della Fase 4, che ha sconcertato e deliziato i fan, è stata l’aggiunta di molti personaggi legacy. La Fase ha visto diversi personaggi assumere i mantelli o le responsabilità dei loro predecessori, come Sam Wilson (Anthony Mackie), Kate Bishop (Hailee Steinfeld) o Jen Walters (Tatiana Maslany). Inoltre, l’ipotetico roster per un film sui Giovani Vendicatori è cresciuto a un ritmo quasi comico, con quasi tutti i progetti della Fase 4 che hanno introdotto un supereroe adolescente o giovane adulto. Wakanda Forever è un film che raccoglie entrambe le eredità, la prima con Shuri (Letitia Wright) che assume il mantello di nuova Pantera Nera, la seconda con l’introduzione in live-action di Riri Williams/ironheart (Dominique Thorne) e successivamente del giovane figlio di T’Challa, Toussaint (Divine Love Konadu-Sun).

Entrambe le tecniche di narrazione avrebbero potuto facilmente perdere il loro splendore con Wakanda Forever, ma il film trova il modo di renderle entrambe incredibilmente avvincenti. L’arco narrativo di Shuri, in particolare, si rivela un’interpretazione straordinariamente efficace del suo status quo originale nei fumetti, oltre che un ritratto commovente di quanto si sia evoluta dal suo debutto nel MCU. Sebbene parte del marketing di Wakanda Forever rendesse abbondantemente chiaro che avremmo avuto una nuova Pantera Nera, vedere i passi di Shuri verso l’assunzione di quel mantello si è rivelato comunque emozionante e gratificante.

La posta in gioco


Certo, il disastro che sconvolge la Terra di Eternals e la storia da strada di Occhio di Falco nell’arco di due mesi è stato probabilmente sconcertante per alcuni spettatori, soprattutto quando siamo ormai abituati ad aspettarci che ogni storia di supereroi abbia lo stesso peso. Ma la dicotomia della Fase 4 tra una posta in gioco più grande della vita e una incredibilmente piccola non solo è fedele alla vita, ma è anche fedele al più ampio arazzo dei fumetti di supereroi, e c’è qualcosa di rinfrescante nel vedere il MCU riflettere questo aspetto. Wakanda Forever si confronta con questa dicotomia: in superficie, il conflitto del terzo atto è una guerra totale tra due gruppi di guerrieri incredibilmente abili, con il destino di un MacGuffin incredibilmente potente in bilico. Ma ciò che alla fine risolve il conflitto, un senso di dolore condiviso tra due persone che hanno perso la madre, non potrebbe essere più personale.

Questa tensione emotiva si percepisce efficacemente fin dalla prima scena del film, che racconta i frenetici momenti finali prima che T’Challa muoia fuori dallo schermo, una scena che, anche se ne conosciamo l’esito, lascia il pubblico sulle proverbiali spine e aghi.

L’amore che persiste


La scena d’apertura di Wakanda Forever e gli innumerevoli momenti empatici e catartici che la seguono portano al culmine uno dei temi centrali della Fase 4: il dolore. Il concetto di trauma e di perdita è emerso praticamente in ogni progetto della Fase, a partire dal ritratto ormai iconico di WandaVision. Da lì, abbiamo avuto due progetti distinti che facevano i conti con la perdita di Natasha Romanoff/Vedova Nera (Scarlet Johansson), il lutto culturale della Spartizione in Ms. Marvel, e altre esplorazioni di questo concetto, incentrate sui personaggi, in progetti come Loki, Moon Knight e Doctor Strange nel Multiverso della Follia. Anche il progetto più rumoroso e chiassoso della Fase 4, Thor: Love and Thunder, era radicato in un senso di amore e perdita per quasi tutti i suoi personaggi. Date le circostanze della pandemia, che è iniziata nel bel mezzo dello sviluppo di molti progetti della Fase, il fatto che il lutto sia stato un tema così costante e toccante è sembrato ancora più innovativo.

Con Wakanda Forever, la nozione di lutto della Fase 4 si è sentita (comprensibilmente, date le circostanze) ancora più profonda, con la presenza di Boseman costantemente presente per i personaggi, per il cast e la troupe e per il pubblico. Ma il film ha trovato sacche di vera bellezza all’interno di quel dolore, impedendo alla sua storia e al suo cast di personaggi di esserne inghiottiti.

Una vera meraviglia


Da una pandemia globale a innumerevoli ritardi di produzione e riorganizzazione delle linee temporali causati da quella pandemia globale, la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe probabilmente non avrebbe dovuto funzionare così bene come ha fatto. È a dir poco miracoloso che gli ultimi due anni di film e spettacoli Disney+ siano riusciti a intrattenere e convincere efficacemente il pubblico date le circostanze, anche se in modi che forse non si sarebbero aspettati viste le Fasi precedenti. Per Black Panther: Wakanda Forever, il concetto di accontentarsi di ciò che si ha è ancora più significativo, poiché il film è riuscito a realizzare un sequel così bello e catartico nonostante la perdita della sua star centrale. Il fatto che Wakanda Forever lo abbia fatto portando in modo unico la torcia di tante altre parti della Fase 4, eredità, lutto e simili, è motivo di celebrazione.

Black Panther: Wakanda Forever è ora in programmazione in esclusiva nei cinema.

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